Questa volta Nuzzi non ha voluto mettere drappeggio sullo sfondo, e ne risulta un'opera morbidissima, fatta quasi soltanto di due tinte più o meno sfumate, con passaggi delicati che ne addolciscono il contrasto; composizione che occupa spazio anche in profondità grazie all'attenuato gioco dei piani tra i due mazzi, che risultano diversamente definiti, fin quasi a perdersi nello sfondo.
La raffinatezza dell'insieme rifiuterebbe l'analisi che banalizza, ma le scelte fatte dall'Artista sono invito a verificare somiglianze, affinità, differenze ...
Un vaso è di metallo, l'altro di vetro madreperlaceo.
Uno, classico, è globulare; l'altro, più insolito, ha due pance, e l'imboccatura accenna ad una terza.
Ambedue rivelano la fonte di luce, quasi alle nostre spalle, ma nel rifletterla denunciano la loro sfericità e il diverso materiale.
L'uno riflette il drappeggio orizzontale sottostante, l'altro lascia trasparire gli steli verticali
In uno, tulipani variopinti, a gambo corto, insolitamente piccoli; nell'altro tutti tulipani rosa, alti, con gli steli incerti nel reggere il peso.
I tulipani piccoli sono chiusi e visti dall'esterno; i tulipani rosa quasi sfioriti offrono l'ombra dei loro cuori, di tonalità più intensa.
I primi sono nitidi, più definiti; le loro foglie giocano con la luce cangiando il verde; i secondi sono più sfumati, quasi sbiaditi, come a dirne la lontananza, nel tempo e nello spazio.
Un rametto, forse di bosso, corregge l'ovvietà simmetrica della composizione, slanciando i fiori bassi verso l'angolo più scuro, oltre la cornice e perdendosi in lontananza... Quasi scultura
