Accoglienza (Katina guarda a sinistra)

Pastello h cm 60 x 45 senza firma

Codice: A082

Data:

Collocazione:


Katina era la “fantesca” degli Ivancich. Come si usava a quei tempi, le ragazzine senza dote venivano “accasate” presso benestanti e lì rimanevano a servizio, spesso senza sposarsi, fino alla tarda età, amate e rispettate da ogni membro della famiglia. “Cara, la mia buona Katina” che poco più che bambina viziava l’Artista quasi coetanea con la frutta più dolce, si prestò in seguito anche a posare per qualche pastello: la troviamo giovane e disponibile in “Accoglienza” (A082, dove guarda a sinistra), più matura e un po’ desolata in “Ripensamento” (A086, dove guarda a destra), infine quasi anziana e lievemente indurita mentre prega sul letto, in “Nunchetinora” (A067). Quando mancò, l’Artista la fece seppellire nel prestigioso cimitero di Kozala, e continuò a provvedere alla cura della sua tomba finché ebbe vita. Nobiltà scomparsa …


Così forse si presentava, quando apriva la porta: il lieve sorriso della gratitudine alla vita, lo sguardo pulito che pensa al dovere, gli scuri capelli ben raccolti a lasciar liberi la fronte e il collo di confrontarsi con la luce… E quell’orecchio, che sembra intento ad ascoltare tutto quel che avviene in casa, per intervenire prima della richiesta! La guancia morbida forse chiede l’emozione di una carezza, ma gli occhi già rispondono …
Cara, buona Katina !







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